Il

AT0NICA in: chiamate la neuro, dammi una lametta

Occhebbello un blog di storia antica. Si chiama Babilonia, non può che essere dedicato all’antica e mitica città. Dovrei aver studiato qualcosa quando andavo a scuola dalle Suore di San Mongolfiera dell’Elio, ma si tratta di taaaaanti anni fa e ci vorrebbe un bel ripasso: magari questo sito mi può aiutare…
Dunque, l’avatar non capisco cosa c'entri… c’è una maschera carnevalesca veneziana, ma vabbè, può essere un caso. Diamo un’occhiata alle caratteristiche di questo LARS, alias ReDellaPersia:  disprezza "il pressapochismo insito in molte persone", e c’ha pressappoco ragione se aggiungesse una p dove serve senza approssimare troppo l’italiano, ma vabbè, sono brodstar, mica insegnante di italiano io! Proseguiamo con “CIò CHE MI STRAPPA UN SORRISO” : sapere di non essere completamente italiano, sapere di essere slavo. A me non fa ridere, tra l’altro mi pare offenda i suoi connazionali, ride di loro!
LARS si sganascia quando “vive ciò che scrive e legge ciò che vive”(parole sue, chissà che medicine per la testa prende…): avrà una vita davvero comica, forse è un famoso artista balcanico, tipo Gianniepinotto o Francoeciccio. Ma se leggo le sue poesie e i suoi testi direi che c’è poco da ridere, e io, da vera scema, son capace di scompisciarmi davvero con poco:

E mi attraversa come
una strada senza sbocco
quando la piazza
sotto i passi si diffonde
                               orizzontale.


Resto qualche minuto a ragionare su questi versi profondi, poi capisco, ohhh poverino, racconta di quando l’hanno investito! ReDellaPersia, santocielo, non te l’ha detto la tua mamma che quando attraversi devi guardare a destra e a sinistra? O in Slavia non ci sono auto e non sei abituato?

Scorro i suoi testi e scopro un ragazzo nobile, profondo e dotto (quest’ultimo aggettivo me l’ha suggerito mio figlio che stava leggendo la favola di Biancaneve): in uno racconta di un bimbo che prova a rubargli le caramelle e lui prova a resistergli, ma poi, forse per paura delle botte, cede e consegna il suo trofeo: povero ReDellaPersiaBattutoDaUnBimbetto, anche la sua ragazza (davvero questo qui ha una ragazza? Allegria, tutti possono fidanzarsi allora, giubilate ragazzi!) sghignazza alle sue spalle, magari mentre pensa che sta per lasciarlo. Ride di gusto, lei!
E’ umile il nostro LARS, davvero un animo gentile, tanto che qui vuole precisarlo addirittura con un post: lui non è Kafka. Ma caro LARS, ReDellaPersiaCheNonE’Kafka, guarda che noi l’avevamo ampiamente capito!
Le sue poesie (definirle tali è una coltellata ai vari Pascoli, Quasimodo, Carducci e Carlucci…scusate ragazzi, è questo sporco lavoro che me lo impone!) parlano di vita vera, di bambini (aridaie…a Lars, che è sta passione?), di meteorologia (sarà un fan di Fabio Fazio, del resto lo seguo sempre pure io, mi è così simpatica la Litizzetto), e ovviamente di . In quest’ultimo testo profetico rivela la sua natura con un dialogo:
- Toccaci.
- Già lo faccio.
- No.
- Mi sto usurando.
- No.
- Ti assicuro che è così.
- Perché.
- Non chiedere.
- Le catene.
- Le mie.
- Le mie.
- Le nostre.


Probabilmente ricorda quando era compagno di stanza di Alda Merini. Il nostro infatti soffre di una malattia comunissima tra i blogger, ovvero la sindrome del bisogno virtuale impellente. Nonostante annunci con veemenza la sua partenza per la Spagna, non riesce a godersi nacchere, flamenco e toreri, perché non può fare a meno di collegarsi. Ecco così spuntare un post un paio di giorni dopo e alcuni commenti qua e là.
In comune io e lui abbiamo l’erotismo. Scrive:
Mi entro dentro
a sbafo scavalcandomi continuo
neanche fossi un recinto
di rose approssimate.

Che bello ReDellaPersiaDagliOrifiziAllargati, anch’io spesso mi entro dentro, lo faccio per tenermi in esercizio :-O, non sia mai che a una bambola gonfiabile si chiuda la bocca :-|  sarebbe una tragedia immane. Usa un lubrificante eh, che sennò ti puoi far male!

E poi io e questo simpatico poeta abbiamo gli stessi gusti in fatto di cibo, come non essere d’accordo con lui quando dice che  Le caramelle sono al gusto di fragola! Sì, non solo però, hai mai provato quelle al limone? Le caramelle sono al gusto di fragola! Forse quelle che piacciono a te, ma a me…
Le caramelle sono al gusto di fragola! Io amo pure le brioche, soprattutto con il latte…
Le caramelle sono al gusto di fragola! Ho capito, forse quelle che hai tu, ma non tutte sono…
Le caramelle sono al gusto di fragola!
Aldaaaaa, mi passi la macchina per l’elettrochoc per favore? Questo qui ne ha di nuovo bisognooooooo.

00:09 commenti (306)

In principio Dio creò le tette

Devilmath in: frustini malandrini

Siete in un fantastico mondo rosato, dove tutti vivono allegramente in mezzo a centinaia di colline (centinaia per modo di dire, non so quante siano, so solo che sono pari), e su ognuna di queste colline c’è un enorme, rosso e pulsante capezzolo. Poi vi svegliate, madidi di sudore, urlando “tette, dove siete?!”, ma vi accorgete che era solo un sogno, e che voi siete uno dei 40 iscritti al blog Il collaudatore di tette. La vostra ossessione è, come penso si sia intuito, la centrale del latte femminile.
Ok, premettiamo che a tutti piacciono le tette, sono un po’ come una panacea: ti va male qualcosa, tu pensi alle tette, et voilà, la giornata prende una piega positiva; anche alle ragazze piacciono le tette, perché se così non fosse non si spiegherebbe l’ammontare di utenti che affollano youporn.com. Poi a qualcuno piacciono di meno, a qualcuno piacciono di più, ma i veri virtuosi del seno sono tutti lì, in quella congrega splinderiana. Gente che spero non veda mai “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere”, film dove una mammella gigante scorrazza per la campagna terrorizzando i cittadini. Ognuno di loro, comunque, dà un piccolo apporto a questa enciclopedia on-line delle tette (che potremmo definire wikitettapedia): la collaudatrice deathshake scrive una poesia:
Voglio due tette
da colorare
a piene mani
a piene dita.
Voglio due tette
per mangiare.
Voglio due tette per scavare
e raccogliere
quello che c'è sotto.
Se sotto c'è ancora qualcosa.

... esprime tutto il suo bisogno di essere dolcemente cullata nella sicurezza mammaria! Due tette da colorare, come se fosse un libricino per bimbi, oppure (per i più grandicelli) come il mosaico con le caselle da annerire della Settimana enigmistica; oppure le tette da rovesciare e usare come piatto, o come pala, o perché no, come elmetto! Tette per tutte le stagioni!
Il collaudatore Ehmain, invece, trascrive un passo di un libro: La mia ovaia sinistra è irrequieta. forse devi portarla a fare una passeggiata in spiaggia Da tre giorni mi provoca un dolore acuto e continuo, appena sopra l'osso pubico. Una sofferenza meno eclatante di quando Elena mi colpì forte col ginocchio ai testicoli quali testicoli? O_o qualcuno necessita di un corso di anatomia, ma più tenace. Del resto, il corpo femminile possiede una vasta gamma di dolori persistenti tipo il mal di testa, cui ho imparato ad abituarmi. Come la dismenorrea che mi piega la schiena almeno una volta al mese e la tensione dei seni induriti, in quei giorni. Quasi non riesco a lavarli, a sfiorarli con gli indumenti, perché temo che si sbuccino come fichi troppo maturi e la pelle venga via in una striscia di sangue scuro tette sbucciate in strisce di sangue scuro! Poesia!
E tra composizioni di tette d’autore o riproduzioni (più o meno fedeli) delle tette di una delle Collaudatrici, arriviamo all’ode alla tetta:
ode / alla / tetta / tetta / che / gode / tetta / che / svetta / tetta / che / scatta / si / stringe / di / petto / corvetta / svoltetta / frenando / s’impetta / tetta / polpetta / che / svoletta / strambotta / di / tetta / in / tetta / sopra / le / tette / di / questo / tettonico / tetto / salto / di / letto / giocando / di / stecco / perché / per / dispetto / mi / ciuccio / la / tetta / che / tetta  / stranetta / che / qui / ce / ne / son / tre / la / terza / è / grantetta / che / guardiola / violetta / signora / che / tetta / perfetta / mi / dia / la / ricetta / di / questa / suddetta / che / tetta / che / è.
Tette di tutto il mondo, unitevi! Oggi, 27 febbraio, fondo ufficialmente la Prima Internazionale delle Mammelle!

p.s. - grazie a heathen per la segnalazione, senza di lui questa nuova classe politica non esisterebbe
14:22 commenti (26)

Rule#34

0r4m1sonorott0 in: politically scorrect, gggggiovanidoggi

internetAllora.
Internet è un affare serio! Solamente in pochi riescono a carpirne il fine ultimo per cui è stato creato... beh, non proprio in pochi... diciamo una discreta maggioranza... Ok, va bene, lo sappiamo tutti per cosa è destinato Internet: il PORNO!!! Chi di noi non ha mai digitato dei quantomeno sconci Url al fine di visionare le simpatiche immagini di donnine molto disinibite??? Ovviamente, questo discorso è rivolto principalmente all'utenza di sesso maschile (la quale avrà alzato unanime il braccino alla domanda di prima) ma si sta facendo largo anche un neo-femminismo che mira alle pari-opportunità.
Siamo tutti consci del fatto che la rete è un enorme e fornitissimo peep-show.

O almeno quasi tutti.

Beh, sì, l'età delle dolci fanciulle può fungere da scusante.

Infatti a 13 anni si pensa ancora a Barbie©, voti a scuola ed amori platonici con efebici cantanti... Perlomeno questo era quello che vedevo quando avevo io 13 anni (Ah, classe '85, perchè proprio a noi?)...
Oggi vedo sbarbatelle in odor di latte che filosofeggiano sul piacere della fellatio o del cunnilingus fatto dal proprio partner. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, ma pensare che c'è chi ha perso la verginità prima di me mi fa strano.
Dunque, le due dolci fanciulle sono uno dei rari esempi infantile innocenza. Care dolci ragazze, ancor in bocca i denti da latte, teneri fiori della gioventù... Però non hanno fatto i conti con il rude e sporco mondo del web:

Ragà ditemi cosè sta roba please:gli habbo ke fanno s***o?ma ke skifoooooooo è vietato farlo in habbo...>:O
34
Povere fanciulle che perdono la fanciullezza do fronte ad un gretto esempio della famigerata Regola 34!
"Cos'è la regola 34?" direte voi.
Ma informatevi, Ignoranti! Devo essere sempre io a dirvi le cose?
Internet è basato su delle semplici regole, la cui n°34, esplica:

- Se esiste, c'è del porno su di essa. Nessuna eccezione.

Le innocenti fanciulle si scontrano con la dura realtà della rete. Povere donzelle. Il mondo è irto di pericoli. Non sarà la prima volta che incontreranno brutture simili (Infatti fare sesso in Habbo è brutto forte) ma non dovete disperarvi. Un pò di esperienza e vi fate il pelo sullo stomaco.
In compenso, una chicca che può essere illuminante.
12:11 commenti (51)

The Brazos

AngelKarmilla in: gggggiovanidoggi

Di famiglie ce ne sono tante; dal Mulino Bianco ai Simpson, dagli Osbourne ai Forrester. Nell’accezione tipica del termine, un nucleo familiare è dato da un gruppo di persone che convivono all’interno di un clima accogliente, in cui i componenti possono tranquillamente spalleggiarsi e sostenersi l’un l’altro: la famiglia Brazo (gruppo di amici che amano divertirsi e stare assieme) rientra decisamente nel clichè. La tipica atmosfera calorosa (e caratteristica delle migliori comunità) risulta ben resa già dalla presenza del sottofondo musicale, opera dell’etereo Jesse McCartney.

Il capo baracca sembra essere tal Gianluca/Kappa, Pc-Engineer dal gran talento scrittoreo: Cullato da note, in un'oscurità fatta di sogni e speranze, sorretto solo dal sottile filo dei ricordi... Si spezzerà, prima o poi, e allora precipiterò nel vuoto, scoperto, senza alcuna protezione da ogni possibile influenza... La prima immagine venutami in mente è stata quella di un pesante salame appeso e sottoposto a stagionatura, non confezionato, in equilibrio per grazia divina. Non servirà nulla per riprendermi... La luce? Oh, ben poca, credo... Difficile non perderla mai di vista... La luce solare ed il calore favoriscono il processo. Le palpebre si fanno pesanti, immergendomi nel mio viaggio nell'oscuro... Ma ne uscirò più forte di prima, temprato dalla nenia della sofferenza... Cala la notte; col passare dei giorni, varierà progressivamente la consistenza dell’insaccato. Ma il giorno in cui accadrà sarò pronto... Il filo si spezza, ma i ricordi rimangono nel cuore, fissi come un chiodo indelebile... Pronto per essere affettato. E la ferita non sanguina, ma lacrima di gioia... Ogni lacrima un frammento perduto... È il grasso. Giungerò così ad essere nulla? No, ne sono sicuro... Non fino a quando avrò la consapevolezza che qualcuno mi voglia... Se non vuoi essere nulla, spera ti dimenticheranno in qualche barattolo, recipiente o – al limite – vasetto.
In seconda battuta, abbiamo Teo’90, massimo detentore de Il Dono Della Sintesi™: Questa sera ho un attacco di smanceria... Stando a Homolaicus.com, affettazione è sinonimo di smanceria: evidente sottile rimando alla Questione Salumi. meglio che vi lasci prima di perdere il mio appellativo di Bisonte insensibile e menefreghista!! …e vedi se non vanno sempre a parare sugli animali!
Dulcis in fundo, la frizzante e intraprendente Ila: Va beh... cambiando discorso vi volevo ancora ringraziare x il bellixximo regalo che mi avete fatto x il 15, appena sono arrivata a casa non ho resistito: *PATHOS* ho subito mangiato una fiesta... Termine carino per sottintendere ben altro; siamo sempre in tema di salsicce e soppressate, inteso. continuava a supplicarmi di prendela.... come potevo rinunciare a una simile offerta! Ogni lasciata è persa; saggia, la ragazza.

Lasciateci dire snack-iamoci una Fiesta,
 questa è l'idea per tipi come noi,
 lasciateci dire che una non ci basta,
 è troppo buona Fiesta snack,
 tre gusti nuovi da perderci la testa,
 piccola ma grande Fiesta snack...

14:10 commenti (22)

Archimarghincoerenza

-Blackwolf- in: chiamate la neuro, politically scorrect, frustini malandrini, dammi una lametta, gggggiovanidoggi

E’ tempo di cimentarmi in qualcosa di losco e sporco, basta gnè gnè gnè, pucci pucci e tenerezze. Parliamo di ArchiMarghe, il fenomeno cult del 2007 che sconvolge la rete con la sua invadenza e la sua persistenza. Marghe perché? Ma perchèèèè!? Non oso proseguire con la domanda, sarebbe troppo e visto che sono senZibile non riuscirei a sostenere un peso tale, perciò andrò al sodo, perché qui non abbiamo tempo da perdere e il teatrino delle pulci lo lasciamo a qualcun altro con una vita.
Come dite? Non conoscete Archimarghe? Beh ma siete out, la conoscono tutti ormai, anche la mia trisabola che non sa manco accendere il pc e passa il suo tempo a cibare le galline! E’ un fenomeno di massa dei giovini, qualcosa che non può essere perso! Beh, allora rimedio io alle vostre lacune imperdonabili. La bassista ha un sito personale (purtroppo) e pure un blog (anche un forum, ma preferisco ignorarne l'esistenza), nel quale per qualche strano variegato ed incontestabile motivo scrisse un post (trovabile proprio qui  tramite la cache di google, non perdetevelo mi raccomando) che poi decise di cancellare, ohibò chissà come mai. La fanciulla nel post raccontava tutta la storia della rete, del fatto che ora si è impoverita di argomenti, che ora è piena di tristezza e soltanto di gente che giudica e che non ha altro di meglio da fare. Insomma, un bel post lungo lungo, in cui peraltro criticava blogkillers  in questi termini: Sono nati così una sere di blogs, tipo blogkillers o altri, che campano parlando degli altri e risultano ancora più triste della povera quindicenne metallara che scrive versi decadenti sulla sua gioventù bruciata. Considerando che lei è la prima in quel post a criticare non un blog, ma tutto internet, tutti i blog e tutti i siti a parte il suo, con pressappochismo e ingiustificato sproloquio, facendo inoltre capire che la libertà di parola non esiste più in questo mondo e che il giudizio non è base del ragionamento umano, proponiamo questo video (che a mio parere è un po’ pesante e non mi piace ma vabbè) perché è giusto che certe cose vengano alla luce. Un saluto.



Jason.
Commissionato da: gregorj occupato
12:52 commenti (28)

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Qui leggerete recensioni al peggio della blogosfera. Scriviamo in nome della libertà di satira e di critica, cercando di essere duri lo stretto necessario. Siamo un gruppo di persone che vuole divertirsi e spera di far divertire. Un gruppo di stronzi, forse. Ma non è colpa nostra, è che vi disegnano così!

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